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venerdì 4 gennaio 2013

"FERMARE IL DECLINO"

Se da un lato c'è soddisfazione, almeno per il sottoscritto, per la ritrovata "democrazia del voto", dall'altro rimane la rabbia e delusione per i tredici mesi di un Governo tecnico, che ha saputo imporre, con arroganza, solo tasse e riforme suicide e avviato il Paese in un baratro economico, le cui conseguenze le pagheranno maggiormente le giovani generazioni. E' stato chiamato Governo dei Professori; ora capisco perché la scuola italiana si trova molto lontana dai primi posti nelle classifiche mondiali. Più delle parole, valgono i fatti. Delle otto leggi di riforma poste in essere dal Governo di Monti ((trattasi di Decreti d'urgenza subito controfirmati dal Presidente della Repubblica), nemmeno uno è arrivata al traguardo. Infatti, essi prevedevano l'emanazione di ben 469 decreti attuativi, mentre quelli pubblicati sono solo 73, il 20% circa dell'intero pacchetto. In dettaglio: 1) DECRETO SALVA ITALIA: 89 decreti attuativi previsti, emanati 30; 2) DECRETO CRESCI ITALIA: 62 decreti attuativi previsti, emanati 14; 3) DECRETO SEMPLIFICA ITALIA: 58 decreti attuati previsti, emanati 7; 4) DECRETO SEMPLIFICAZIONE FISCALE: 38 decreti attuativi previsti, emanati 13; 5) DECRETO RIFORMA DEL LAVORO: 22 decreti attuativi previsti, emanati 1; 6) DECRETO SPENDING REVIEW1: 9 decreti attuativi previsti, emanati 3; 7) DECRETO SVILUPPO ITALIA: 82 decreti attuativi previsti, emanati 9; 8) DECRETO SPENDING REVIEW2: 109 decreti attuativi previsti, emanati 16 (Libero mercoledì 2 gennaio). Cosa ne faremo di questa carta straccia?
Ma non basta: Debito pubblico: da 1.916.401 ml (novembre 2011) a 2.014.693 (dicembre 2012), solo 13 mesi dopo; Debito/Pil da: 120,7 a 126,3; Pressione Fiscale:  42,5 (novembre 2011), 44,7  (dicembre 2012), 45,3  (previsione 2013).
Prima però di abbandonare la nave, il Governo ci ha riservato un'altra sventagliata di aumenti per il 2013: Gas, Pedaggi autostradali, Multe, Assicurazioni, Tares, Canone Rai, IVA, Acqua, Poste, IMU2.
Sinistra, Destra, Centro, Chiesa (ad eccezione di qualche partitino, non determinante numericamente)... hanno osannato il Governo Monti fin dall'inizio di questa avventura antidemocratica, convinti che almeno professori universitari con tanto di curriculum internazionale avrebbero salvato il Paese dalla catastrofe economica berlusconiana. Nessun passo in avanti sulla moralità politica da parte dei partiti che hanno continuato a mangiare alle spalle degli italiani. Possiamo aver ancora fiducia di questi politici affamati?
"FERMARE IL DECLINO" si può! basta saper individuare le persone giuste della società civile, disposta ad invertire la rotta di questa nave Italia, che non è ancora affondata, per dar fiducia ai giovani, alle imprese, alle famiglie tartassate. Monti ha il merito (se si può chiamare merito) di aver aperto gli occhi agli italiani, ovvero che ai partiti interessa più salvare la poltrona, che le sorti del Paese. Ora si deve cambiare con il voto, non restando a casa!

mercoledì 4 luglio 2012

IL PAESE DELLE NEBBIE

Sono sempre stato contrario alle intercettazioni telefoniche indiscriminate. Ma questa volta le intercettazioni hanno consentito di svelare le manovre politicamente scorrette (è un eufemismo) poste in essere da un "burattinaio", le quali stanno minacciando seriamente la nostra democrazia. Il fatto: Standard & Poor's, secondo le intercettazioni contenute negli atti della Procura di Trani che sta indagando per presunte manipolazioni dei mercati sulle agenzie di rating, avrebbe manipolato i propri giudizi sull'economia nazionale in modo tale da declassare l'Italia, farle perdere competitività, creare panico tra gli investitori, far cadere il governo Berlusconi e prevedere un governo tecnico a scapito del voto. Se ciò fosse confermato, significa che dietro le quinte trovano posto tutti quei personaggi (definirli politici è una bestemmia) che inaffiavano di benzina il fuoco dell'odio contro il precedente governo, accusandolo, con frasi che passeranno alla storia, di essere colpevole del rialzo dello spread. Così ci siamo meritati il governo dei tecnici, abbiamo ingoiato decine di nuove tasse, impoverito i Comuni, depresso i mercati, aumentata la disoccupazione, insomma, creata la recessione nel nostro Paese. Le uniche riforme promosse finora riguardano il peggioramento sociale dei più deboli (lavoratori e pensionati), con solo tre ore di sciopero. La casta (politici e sindacati) nel frattempo, si stanno riorganizzando per spartirsi posti di sottogoverno, negli enti pubblici, nella rai ....
 Ma allora sono tutti d'accordo? Si può uscire da questa situazione? Certo!
Mandando a casa i mantenuti della politica con il voto, premiando Comuni e Regioni virtuose, sanzionando coloro che sprecano i nostri denari. Questo è l'anticamera del FEDERALISMO?

Per ottenere il Federalismo, si dovrebbe avere costi standard per tutte le regioni e, a parità di popolazione, un organico pubblico pressoché uguale per rispondere in maniera efficace alle esigenze dei cittadini, senza sprechi.
L'esempio riportato a margine dimostra che non ci sono le condizioni per applicare il Federalismo. La Regione Sicilia ha 20.288 dipendenti (dati riportati dalla Corte dei Conti), contro i circa 3.000 della Regione Lombardia o del Veneto. Può essere che la Sicilia abbia bisogno di più dipendenti, ma i valori in campo sono troppo lontani dalla realtà e dalla possibilità di applicare una qualche riforma in senso federalista.
Uno Stato federale funziona meglio perché corresponsabilizza gli amministratori a non sprecare risorse ed è direttamente controllato dai cittadini governati.
Ci sarà qualcuno che ci garantirà un futuro migliore?

venerdì 6 aprile 2012

LA LEGA NORD E' ALTRO

Ieri si è chiusa una fase storica per la Lega Nord. Era da tempo che all'interno del movimento si navigava in acque tumultuose e le prime avvisaglie sono emerse quando la guida del movimento (non solo in Via Bellerio) aveva assunto un carattere troppo familista, tra badanti, amici interessati e diktat. Non è tempo per i processi di piazza, a quelli veri ci penseranno i giudici, anche se l'esplosione del "caso" è un pò sospetta. Certi fatti accadono sempre a ridosso del voto popolare; significa che esiste un burattinaio che stacca la spina a piacimento.

Ho conosciuto molti militanti che hanno lasciato il movimento, non per l'inefficacia degli obietivi, ma perché delusi, soprattutto a livello periferico, della mancanza di dialogo, insofferenti degli ordini dei capetti, spesso in contrasto con il buon senso. Credere e obbedire per i militanti, mentre loro occupavano poltrone e potere.

Ma la Lega non è questo marciume; la Lega è la libertà dai vari Monti e di chiunque umilia i cittadini più operosi, sventola il federalismo per poi bocciarlo con i referendum. Lega significa trasparenza, bene comune, solidarietà contro le repressioni economiche e sociali, significa combattere gli sprechi, le caste, significa attenzione ai lavoratori, agli imprenditori, ai senza lavoro, ai pensionati.

Il più grande dispetto posto in essere da Napolitano & Monti è l'aver abolito il Ministero del Federalismo, sostituendolo con quello della Cooperazione Internazionale, il cui ministro ha finora promosso convegni per Rom ed extracomunitari in numero quasi maggiore dei giorni in cui siede al Governo. Un dispetto che il Nord ricorderà con maggiore rabbia rispetto alle disavventure di poche mele marce all'interno della Lega.

Ecco chi non vuole il Federalismo! Propagandano l'unità nazionale per nascondere gli sprechi, il malaffare, le diseguaglianze, la mega casta politica, diffondendo un falso pietismo.

Spero che dopo aver smascherato le mele marce, si ritorni ai veri obiettivi della Lega, ovvero a quel FEDERALISMO voluto da Gianfranco Miglio, per far emergere la buona politica, dagli eccessi di ogni giorno.

martedì 15 marzo 2011

Consiglio comunale del 14 marzo 2011

Appuntamento importante, quello odierno, che segna la conclusione del mandato elettorale dell'attuale maggioranza ridotta all'osso per le dimissioni di tre consiglieri che, via via, hanno abbandonato la compagine al governo del Comune, non condividendone le linee programmatiche proposte.
Tra gli argomenti trattati, il più importante è stato l'approvazione del bilancio di previsione 2011 "lacrime e sangue" per i cittadini con i soli voti della maggioranza. Infatti, tra i provvedimenti punitivi si segnala:
1) l'aumento del costo del trasporto scolastico del 10%;
2) l'aumento del prezzo del pasto scolastico (intero costo del pasto a carico dei ragazzi);
3) l'aumento del 10% della retta dell'asilo nido Pollicino;
4) l'addebito delle utenze degli impianti sportivi a carico delle Società sportive, culturali, ricreative;
5) la riduzione dei costi per lo sfalcio del verde pubblico.
Sul penultimo punto, si deve premettere che le Società/Associazioni, non a scopo di lucro e che hanno curato la manutenzione ordinaria degli impianti coperti e scoperti sulla base di una Convenzione, hanno in "gestione" 700/800 ragazzi che praticano uno sport o una disciplina ricreativa dovranno farsi carico anche dei costi delle utenze, che rappresentano un onere insopportabile sia per le Società/Associazioni (che operano in regime di volontariato), che per i ragazzi, sui quali dovranno essere ripartite le spese.
Tanto vale consegnare le chiavi degli impianti al Sindaco, che voleva passare alla storia per aver creato la più grande piazza del Paese (S. Michele) e che è costata ai contribuenti 1.850.000,00 euro. Altro che tagli alle spese!
Infine, hanno pure licenziato il Segretario comunale, che lascierà l'incarico con il cambio di amministrazione. Gesto inopportuno, come del resto inopportuna (per usare un termine gentile) è stata la strategia politico-partitica di sinistra messa in atto.
Si tenta sempre di scaricare le responsabilità al Governo, reo di aver tagliato i trasferimenti ai Comuni e di aver praticato tagli orizzontali, senza alcuna strategia strutturale e si dimentica che i nostri amministratori locali hanno fatto altrettanto, caricando insopportabili costi alle famiglie che hanno il torto di avere figli che frequentano l'asilo nido, le scuole primarie e secondarie, nonchè gli impianti sportivi del paese.
Bell'esempio di politica.

venerdì 7 gennaio 2011

L’(IN)GIUSTIZIA = indulto quotidiano

Recentemente, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, il Capo della Polizia Antonio Manganelli ha ricordato che “in Italia esiste una situazione di indulto quotidiano che rende inutile l’azione delle forze di polizia; non c’è alcune certezza della pena. Occorre mano dura nei confronti della clandestinità e durissima verso le organizzazioni criminali che la sfruttano. In questo momento il 35% della popolazione carceraria è composta da immigrati clandestini e il 30% dei reati predatori (furti, rapine, truffe) sono commessi da immigrati clandestini.”
“Dunque, basta ipocrisie, basta col giochino che si esercita nel dipingere come cattivo colui che contrasta la clandestinità e buono, invece, che la tollera e l’accoglie. Questi ultimi danno in pasto queste persone alle belve che sono nelle organizzazioni criminali. Questa è la verità che è ben chiara alle forze di polizia di tutta Europa”. (Libero 29.12.2010)

lunedì 12 luglio 2010

CRISI DEI COMUNI: è d’obbligo un po’ di verità

Nel numero di Giugno 2010 di “Quarto d’Altino informa” Sindaco e compagnia hanno dato il massimo nello sputare fango contro l’attuale Governo, reo di rendere impossibile l’amministrazione del nostro Comune attraverso la manovra finanziaria estiva. Bisogna, innanzitutto, spiegare ai cittadini che la manovra economica è stata imposta dall’Europa per stabilizzare i conti dello Stato ed il patto di stabilità è una invenzione della stessa UE che obbliga gli enti pubblici locali (regioni, province e comuni) ad adottare misure economiche compatibili con l’equilibrio di bilancio.

Oggi, il Sindaco e l’assessore al bilancio scoprono i tagli ai trasferimenti e mettono in atto il “pianto del coccodrillo”, forse, per distogliere l’attenzione per le cose promesse e non fatte.
Piangono per i tagli, ma hanno indebitato il Comune con un leasing di 20 anni per l’acquisto del palazzo Ater (90.000,00 euro/anno indicizzati di spese correnti!!), oltre a circa 350.000,00 euro di anticipo; piangono per il buono pasto agli insegnanti che il Comune deve anticipare (ma lo Stato rimborsa); piangono perché la Regione chiede l’invio delle domande per i contributi delle borse di studio e dei libri di testo con il sistema informatico, anziché cartaceo (che spesso si perde); piangono per il congelamento dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici (l’assessore è dipendente pubblico!), non per sempre!. La crisi economica di oggi è senza precedenti. Nessuno, credo, simpatizza per i tagli del Governo, ma la cura sta producendo effetti positivi sul sistema Italia e sul rilancio del nostro sistema produttivo.
Dov’erano i nostri simpatici amministratori quando i Governi della sinistra tagliavano i trasferimenti (anch’essi pesanti)? E guai a parlarne.

mercoledì 12 maggio 2010

CRISI ECONOMICA: finalmente un po’ di verità

Ormai tutti sanno che la crisi internazionale fonda le proprie radici anche con l’entrata dell’euro, nel 1992, laddove una “errata valutazione lira-euro costò, alle riserve valutarie della Banca d’Italia, all’incirca una cifra pari a 50 miliardi di euro. Autori di tale geniale mossa furono Amato (Presidente del Consiglio) e Ciampi (ministro del Tesoro). A peggiorare la situazione economica contribuì anche l’allargamento affrettato a Paesi dalle finanze fragili, Grecia compresa. Oggi paghiamo quella scelta.

Chi lo dice? Azeglio CIAMPI in una intervista rilasciata al direttore della Stampa qualche giorno fa, il quale afferma che “oggi dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga nell’annettere nuovi Stati. E se questa è la domanda, la risposta è senz’altro sì”.
Occorre ricordare chi furono gli artefici di questo capolavoro. Il trattato che accolse la Grecia nell’Unione monetaria, girando occhi e testa per far finta di non vedere che Atene non era pronta, è del 19 giugno 2000. Presidente della Repubblica lo stesso CIAMPI (il quale oggi ammette l’errore), Presidente del Consiglio Giuliano AMATO, Presidente della Commissione europea Romano PRODI, sponsor dell’allargamento totale dell’Europa. Quello stesso Romano Prodi che creò il nuovo posto del “Commissario europeo per l’allargamento”, affidandone la poltrona al socialista tedesco Gunther Verheugen, che diventerà poi noto per aver promosso a capo dipartimento la sua fidanzata con relativo stipendio di 11.000,00 euro al mese.
Quello stesso Prodi che difese a spada tratta l’Eurostat (organo che avrebbe dovuto convalidare i conti degli Stato membri). Fu sempre Prodi, insieme ad un altro esponente della sinistra europea, lo spagnolo Pedro SOLBES, che analizzarono gli stiracchiati conti della Grecia che chiedeva l’ammissione alla moneta unica, sempre nel 2000 e prima ancora di guardare i conti si premurò di festeggiare il nuovo arrivo affermando che “un’area euro allargata era un’ottima cosa sia per i membri della prima ora che per i nuovi arrivati”. Adesso scopriamo, grazie a Ciampi, che quella mossa non fu poi così geniale.
(tratto dal Giornale, lunedì 10 maggio 2010, pag. 7)

A nulla servirono gli allarmi lanciati soprattutto dalla Lega Nord, non tanto per apparire “euroscettica”, ma per metter in guardia i possibili guai che ne sarebbero derivati da scelte affrettate. Lo si è visto nelle nostre tasche cosa ha comportato l’allora errato scambio lira-euro.
Oggi la sinistra nostrana accusa, senza mezzi termini, le scelte economiche dell’attuale Governo in campo europeo, ma fanno spallucce sulle origini di danni da decine di miliardi. Anzi, peggio ancora, cercano solidarietà con il mondo cattolico per convincere che la crisi internazionale (che ha avuto riflessi pesanti sulla nostra economia) sia stata ideata da Tremonti e soci per far passare pesanti riforme a danno dei più deboli, cioè quelli che oggi soffrono per il posto di lavoro, per i pensionati che non hanno risorse sufficienti per far quadrare il proprio bilancio familiare, per i disoccupati, per i giovani in cerca di occupazione.

Di fronte a questa classe politica europea val bene il detto che circola“meglio euroscettici, che eurocoglioni”.

mercoledì 3 marzo 2010

VIA PASCOLI: come nascondere la verità

Siamo alle solite. Ormai stona il ritornello del Sindaco Loredano Marcassa sul sottoscritto: “Il consigliere Mazzon nei miei confronti sta solo evidenziando tanto odio, forse dovrebbe fare un serio esame di coscienza”. (dal Gazzettino del 02.03.2010).
Premesso che “l’odio” è un sentimento che non mi appartiene (dovrei averne per come sono stato trattato), è bene che i cittadini (quei pochi che ancora non conoscono la vicenda) sappiano tutta la verità.
Fin da settembre 2008, in Consiglio comunale – in sede di approvazione del progetto -, abbiamo sostenuto che far passare il traffico su Via Pascoli all’apertura del Passante di Mestre sarebbe stata una vera iattura che avrebbe danneggiato la qualità ambientale di quella Via e di quelle del centro del capoluogo. In cambio dell’approvazione unanime del Consiglio, il Sindaco aveva promesso che avrebbe risolto in maniera positiva quanto richiesto. L’8 febbraio 2009 è stato aperto il Passante e – in assenza della realizzazione della circonvallazione del Centro – il traffico autostradale è stato scaricato su Via Pascoli.
Da quella data i cittadini hanno cominciato, giustamente, a protestare e a chiedere il rispetto per la propria qualità della vita, coinvolgendo anche il sottoscritto.

giovedì 24 dicembre 2009

A proposito di INCENERITORI

Ormai sono parecchi anni che Unindustria di Treviso sta spingendo nei confronti della Regione Veneto per la realizzazione di due inceneritori a Silea e a Bunisiolo di Mogliano Veneto, per una capacità di incenerimento di 250.000 + 250.000 tonnellate di rifiuti industriali non pericolosi.
Molte sono state, e continuano ad essere percorse, le iniziative dei cittadini contro l'approvazione e la realizzazione dei due inceneritori, convinti dei danni che la loro attivazione potrà produrre nei territori sui quali sono previste le ricadute dirette ed indirette.
Ci sono, però, due buoni motivi per bocciare l'iniziativa di Unindustria di Treviso:
  1. Nelle Province di Venezia, Treviso e Belluno è stata dimostrata una produzione di rifiuti industriali pari a 560.000 tonn. Se a questo quantitativo togliamo 284.000 tonn. circa di materiale di fardaggio (pallets=legno) e 173.000 tonn. circa di residui di lavorazione del legno (questo materiale è richiesto da circa 300 aziende del Trevigiano per la ri-lavorazione), restano circa 85.000 tonn. che rappresentano il tot per l'incenerimento. Perché allora due inceneritori da 250.000 tonn. cadauno?
  2. Il secondo motivo che mi tranquillizza - molto più delle iniziative promosse dai Comuni, tra i quali anche Quarto d'Altino, sui cui territori potrebbe insistere un futuro danno ambientale e che stanno spendendo denaro dei cittadini per consulenze e pareri di esperti - è rappresentato dalla risoluzione n. 26 della 71° seduta pubblica del Consiglio regionale del 22 febbraio 2007, presentata dalla Lega Nord (Caner e Manzato) e votata a maggioranza dei consiglieri regionali (28 voti a favore della risoluzione, 16 contrari, 1 astenuto). La citata risoluzione prevede: a) che sia il Consiglio regionale e non la Giunta ad approvare eventuali impianti di termovalorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti speciali o industriali; b) che venga predisposto un Piano per lo smaltimento di detti rifiuti e che questo Piano contenga elementi fondamentali, quali le quantità e le qualità dei rifiuti prodotti nel territorio, l'indicazione delle metodologie e degli obiettivi per la riduzione alla fonte dei rifiuti speciali, l'individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti. Infine, il Consiglio regionale ha imposto alla Giunta il veto a qualsiasi autorizzazione per la realizzazione di impianti, quali quelli proposti da Unindustria di Treviso.
La "Politica" deve dare risposte alle istanze dei cittadini, quando queste sono fondate. In questo caso bisogna ringraziare la "Politica" per il segnale forte e chiaro dimostrato, in barba ai Sindaci che sperperano denaro pubblico per pagare esperti e poi si lamentano che il Governo taglia i trasferimenti.

venerdì 4 dicembre 2009

MOSCHEE in cambio di Chiese

È capitato nel Consiglio comunale del 30 novembre scorso, in occasione di un ordine del giorno presentato dal sottoscritto, che richiamava l’attenzione sul diritto di esporre i crocifissi nelle aule scolastiche (anche in relazione alla recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo), ritenendolo, personalmente, un atto di civiltà. Apriti cielo! Sono piovute dalla maggioranza le peggiori critiche miste al solito “cristiano odio” che i nostrani catto-comunisti sono abituati a seminare nei confronti degli avversari politici: razzista! Demagogo!
Premesso che essere insultato da questi per me è motivo di orgoglio, essendo il sottoscritto favorevole all’immigrazione, ma quella che rispetta le regole del paese che la ospita e mostri veramente la volontà di integrarsi. Dei mille circa residenti a Quarto d’Altino, quanti sono veramente integrati? Dimostratelo!
È’ stato detto: libertà di religione. La tabella che segue è la controprova.



Insomma, il crocifisso spaventa i bambini stranieri, i cui genitori magari sono di altra confessione religiosa, li turba, fagocita le loro menti. Molte volte mi sono domandato: chi contribuisce di più allo sviluppo cognitivo dei bambini delle elementari: il crocifisso o certi discorsi pronunciati (magari ossessivamente e ripetutamente) dai loro insegnanti? Qualche dubbio è legittimo averlo. In altre parole devo rinunciare ai miei convincimenti, ai miei simboli, ai miei principi per compiacere a chi (straniero) viene a casa mia e pretende di imporre i propri simboli. Accoglienza si, ma senza svendere ciò in cui credo.

giovedì 3 dicembre 2009

AMIANTO ... storia infinita

Molti si stanno chiedendo il perché dei ritardi per l’eliminazione dell’amianto dal magazzino (ex essiccatoio) di fronte all’Azienda agricola “Le Tresse”, interessato dal Piano di Recupero (PIRUEA) “La Conca” a Portegrandi. Ed è comprensibile la preoccupazione dei residenti per le conseguenze sanitarie che possono derivare dalla mancata bonifica dell’area, in conseguenza del continuo degrado che la struttura subisce.

mercoledì 4 novembre 2009

IL PONTE... dei desideri

Del ponte che collega Quarto d’Altino e “Musestre” sono piene le cronache. Infatti, molto si è detto e scritto, talvolta a sproposito.
Bisogna sgombrare il campo dalle nebbie e chiarire alcune cose:
1. il Ponte appartiene al Comune di Quarto d’Altino ed al Comune di Roncade (proprio così: metà appartiene a Roncade);
2. il tanto desiderato nuovo ponte da costruirsi accanto all’autostrada (in sostituzione dell’attuale) non si farà! (così si è espressa la Regione e le Autovie Venete).
In una delle ultime riunioni pubbliche, il Sindaco di Quarto d’Altino ha illustrato la “cartella clinica” del ponte (ovvero lo stato tecnico dello stesso) ed ha deciso che si dovrà procedere alla manutenzione, cambiando i due longaroni di acciaio laterali e la sistemazione dei gard-rail, che ridurranno la larghezza del ponte a 4,60 metri, ovvero, riducendo la larghezza naturale, tanto da creare – per certi versi – un senso unico alternato. Spesa prevista: 300/350.000 euro.
Vale la pena mantenere un ponte strategico di comunicazione tra due Comuni e tra due Province in queste condizioni precarie, se non è possibile ricorrere ad una concreta collocazione alternativa?
Non è meglio realizzare le condizioni per avere un ponte decente e definitivo con larghezza tale da consentire due sensi di marcia di dimensioni normali, spendendo qualcosa in più?
Oggi la tecnologia consente di intervenire in modo rapido ed efficace sia in materia dei cementi armati, che sulle strutture di acciaio, così come hanno fatto con il ponte ferroviario. Bisogna però promuovere un vero dialogo tra i Comuni, coinvolgendo le due Province e, se necessario, anche la Regione. Allo stato attuale, pare che il Sindaco di Quarto d’Altino non abbia le idee chiare, perché, autonomamente, ha inserito nel bilancio del Comune l’intera posta economica per la manutenzione e voglia procedere come ha deciso lui, incurante del fatto che lascerà in eredità disagi per le due comunità e un’opera incompleta e che costringerà, fra qualche anno, gli amministratori futuri a mettere mano ai portafogli dei cittadini per rifare il ponte.

Caro Sindaco, non vorrai mica essere ricordato in futuro per questa bufala?

giovedì 8 ottobre 2009

TASSA RIFIUTI: come farsi rimborsare l’IVA

Chi gode del servizio di asporto rifiuti nel nostro Comune avrà notato che sulle bollette-fatture che riceviamo dal gestore del servizio viene addebitata l’IVA. Grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale (n. 238 del 12 luglio 2009, depositata in Cancelleria il 24 luglio 2009) l’IVA non è dovuta. La Corte (si ricorda che è il massimo organo previsto dalla Costituzione, nei confronti del quale nessuno può opporsi) ha equiparato ciò che noi paghiamo per il servizio ad un tributo (tassa), non soggetto quindi all’applicazione dell’IVA. (sulle tasse non si paga l’IVA)
Quindi si apre la porta per chiedere il rimborso dell’IVA (sia sulla TARSU, che sulla TIA) indebitamente pagata e non dovuta e limita tale possibilità di recupero per gli ultimi 10 (dieci) anni, ovviamente per chi ha il titolo per farlo, ovvero per chi è in possesso delle relative fatture.
Cosa fare per recuperare l’IVA?
1. spedire due raccomandate con ricevuta di ritorno al Comune ed al Gestore del servizio (Veritas SpA), stampando il fac simile allegato, con le quali si chiede il rimborso dell’IVA per gli anni che siamo in grado di dimostrare con le fatture e per bloccare che sulle prossime fatture sia ancora corrisposta l’IVA;
2. aspettare 90 (novanta) giorni per la risposta dei due soggetti ai quali sono state indirizzate le richieste (non è detto che rispondano);
3. entro i successivi 60 giorni, di fronte al diniego o al silenzio, si può presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Detto ricorso si può farlo come singolo contribuente se il valore del rimborso risulti inferiore a 2.582,28 euro. Sopra questa cifra è necessaria l’assistenza di un legale.
Attenzione:
nella richiesta di rimborso bisognerà compilare uno specchietto (già inserito nel fac simile) dove segnare il numero della fattura e data, l’importo imponibile, ed infine l’importo dell’IVA al 10% di cui si chiede la restituzione;
come detto, la prescrizione è decennale e con l’invio delle raccomandate si interrompe il termine;
è possibile presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011. Se si effettua la richiesta entro quest’ultimo termine, ovviamente il rimborso partirà dal 2001. Chi effettuerà la richiesta entro il 2009, il rimborso decorrerà dal 1999;
oltre a riempire lo specchietto anzidetto, bisogna allegare copia delle fatture pagate, oppure copia dei bollettini postali pagati. La richiesta deve comunque essere corredata dalle relative pezze giustificative.

Veritas SpA fa sapere che fino a quando il Governo non emanerà una legge per applicare quanto la Corte Costituzionale ha stabilito, continuerà ad applicare l’IVA al 10% sui servizi che fatturerà.
(Fuori sacco: la Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano che tutti conoscono: non è mica servita una legge per rendere esecutiva la sentenza).

mercoledì 30 settembre 2009

LIBERTA’ di informazione

Prendo volentieri un passo dell’editoriale di Vittorio Feltri, pubblicato sul “Giornale” di sabato 26 settembre scorso, che condivido pienamente: “... delinea la miserrima strategia in cui confida la sinistra caciarona per demolire la maggioranza ed il governo cui l’Italia deve la tenuta nonostante la crisi economica e finanziaria più devastante degli ultimi novant’anni. Una sinistra che non digerisce la cessione del timone ad altri e che si illude di riprenderselo con mezzi di fortuna. Ci ha provato con la mobilitazione di magistrati “vicini”, ci ha provato con il conflitto di interessi, ci ha provato rincorrendo ad un arsenale pornografico ( dimenticandosi le inchieste in Puglia a carico della sinistra) e ora, disperata e in totale mancanza di fantasia, ci prova con la libertà di stampa negata non si sa da chi. Una libertà di stampa scambiata per libertà di insolentire e di inventare storie surreali e usata al posto dell’olio di ricino. Falce e manganello: ecco i nuovi simboli degli ex comunisti ridotti alla fame di consensi e di posti.”
Cosa centra questo discorso con chi amministra Quarto d’Altino? Centra eccome!

venerdì 10 luglio 2009

Il “PORTA a PORTA”: primo passo falso

E’ stato recapitato presso le nostre abitazioni il nuovo calendario della raccolta rifiuti porta a porta, all’interno del quale sono apparse alcune novità che riguardano la raccolta del vetro ogni due settimane e la sospensione del servizio di raccolta del verde e ramaglie dal 1° novembre al 28 febbraio successivo.

In Consiglio comunale (25.06.2009) ho chiesto: primo, quale vantaggio hanno i cittadini da questo taglio del servizio, atteso che a fronte di una quantità di servizi concordati corrisponde un canone che i cittadini pagano. Se taglio un servizio, ne consegue anche un taglio del canone. Secondo, dove vanno gli sfalci del verde effettuati in questi quattro mesi?
La risposta dell’Amministrazione sul primo quesito è stata incomprensibile, mentre sul secondo quesito la risposta è stata (viene riportata anche sul deplian): i cittadini devono portare gli sfalci verde e ramaglie presso l’Ecocentro! (gratuitamente!).
Per avere una idea della quantità degli sfalci di verde nei mesi in cui il servizio viene sospeso, basta analizzare i dati della stagione passata:
novembre 2008: 48,18 tonn.
dicembre 2008: 21,10 tonn.
gennaio 2009: 8,78 tonn.
febbraio 2009: 20,82 tonn.
per un totale di: 98,88 tonnellate di verde e ramaglie che i cittadini dovranno portare all’Ecocentro di Marcon (o forse a Quarto d’Altino, se sarà agibile).

Perché eliminare il servizio? Non si poteva garantirlo magari ogni 15/20 giorni?
Il buon senso potrà garantire che questo materiale non trovi altre strade: o disperso nel territorio o introdotto nel secco, considerato che molti cittadini non hanno la possibilità di portarlo presso l’ecocentro. Così si vanificano gli sforzi compiuti per garantire una raccolta differenziata degna di un paese civile che rispetta l’ambiente.
Il contratto con Veritas è stato stipulato per cinque anni, appunto, per contenere le tariffe, salvo gli aumenti, anno per anno, secondo gli indici Istat (3-4%), dovuti per legge. Se qualcuno ha fatto male i conti, non deve certo rivalersi sui cittadini.
Abbiamo detto un no convinto agli inceneritori di Mogliano e Silea perché procurano un danno ambientale. Tagliare il porta a porta, anche temporaneamente, significa dar ragione a chi questi inceneritori li vuole realizzare!
Diamo voce nelle assemblee di settembre contro questa politica antiambientale!

lunedì 1 giugno 2009

Lettera aperta al Sindaco – Uscita Passante di Mestre a Quarto d’Altino

Egregio Signor Sindaco,
con la presente denuncio, ancora una volta, la Tua latitanza nell’affrontare uno dei nodi fondamentali legati all’uscita della Tangenziale e del Passante di Mestre, il cui traffico, in questi ultimi mesi, ha invaso le strade comunali di Quarto d’Altino, non solo di Via Pascoli, ma di quasi tutte le altre (Via Aquileia, Via Gramsci, Via A. Moro, Viale Kennedy, ecc.).
Gli ultimi rilevamenti dimostrano una presenza sulle strade comunali di circa 20.000 autoveicoli, almeno il 50% di essi derivante dall’apertura del Passante (8.02.2009), in barba al danno ambientale, che pare non interessi ad alcuno.
Ciò è dovuto anche dal fatto che Tu non hai ascoltato i suggerimenti dei consiglieri di opposizione in occasione del Consiglio comunale (18.09.2008), nel corso del quale sono state suggerite le stesse proposte alternative di oggi. Solamente quando hanno protestato i cittadini hai posto in essere alcune soluzioni-tampone, purtroppo tardive.
Nel corso del Consiglio comunale del 28 aprile scorso, si è discusso su una petizione sottoscritta dai cittadini di Via Pascoli con la quale si chiedeva, tra l’altro, il collegamento tra il tratto di Via Pascoli (angolo Soteco) e la vecchia uscita della Tangenziale, Tu hai promesso che ti saresti attivato in tal senso presso gli enti competenti. Anche in questo caso una promessa al vento! La certezza si è materializzata nell’incontro con i vertici regionali di mercoledì 27 maggio 2009, i quali hanno confermato l’assenza di qualsiasi richiesta da parte del Sindaco di Quarto d’Altino, mentre si sono espressi favorevoli al citato collegamento alla Tangenziale (perché ragionevole e di poco costo e anche perché potrebbe essere utile nel completamento delle opere accessorie al Passante).
Disarmante!
Viene spontanea una domanda che in molti si sono fatti: Contano di più i cavalli di Biasuzzi (i quali sono stati tutelati da una barriera fonoassorbente) o l’incolumità ambientale dei cittadini di Quarto d’Altino?
Signor Sindaco, Ti invito a convocare urgentemente una Conferenza di Servizi tra i rappresentanti degli enti in questione (Regione, Veneto Strade, Autovie Venete, Anas, ecc.) al fine di riparare parzialmente il danno, causato per Tua negligenza.

P.S. Non addossarmi responsabilità: primo perché non mi hai mai coinvolto sulle trattative del Passante (hai sempre detto ai cittadini ed in Consiglio che sulle opere legate all’autostrada sei intervenuto sempre in prima persona. Oggi Ti fa comodo scaricare colpe al sottoscritto, viste le critiche); secondo perché Ti ho sempre ricordato che le opere accessorie dovevano essere contestuali all’apertura del Passante. Ma Tu hai sempre fatto orecchio da mercante! Quando si getta fango sugli altri per coprire le proprie responsabilità significa essere privi di idee.
Dimettiti! Renderesti un buon servizio al Paese.

Il Consigliere comunale: Celestino MAZZON

lunedì 16 febbraio 2009

La famiglia al centro della riforma della scuola

Si sono spenti i riflettori sulla scuola pubblica, all’indomani dell’emanazione dei Regolamenti attuativi da parte del Consiglio dei Ministri sulla scuola Primaria e Secondaria (19.12.2008) e all’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento della riforma dell’Università (9.01.2009).
L’onda di protesta studentesca si è infranta miseramente, essendo state superate le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni degli insegnanti ed accolte le richieste delle famiglie, queste ultime poste al centro della nuova organizzazione scolastica.

giovedì 5 febbraio 2009

Il “PORTA a PORTA”: successo annunciato

I detrattori sono stati sconfitti. Amministratori e qualche incredulo cittadino, di fronte alle prime difficoltà sull’avvio del nuovo sistema di raccolta rifiuti, sono stati sconfessati.
Accade sempre. Quando non si hanno gli attributi per affrontare e risolvere i problemi, è più comodo scaricarne le responsabilità “ad altro” ed attribuirsene i meriti qualora il sistema funzioni.

Come ha funzionato la raccolta.
Come noto, il Piano finanziario 2008 prevedeva due modalità di raccolta:
Gennaio – settembre = raccolta a cassonetti stradali
Ottobre – dicembre = raccolta “Porta a Porta”
Previsione raccolta differenziata anno 2008 = 55% RD
Cosa è avvenuto:
gennaio: RD 40,50%
febbraio: RD 45,43%
marzo: RD 41,43%
aprile: RD 47,48%
maggio: RD 42,94%
giugno: RD 47,72%
luglio: RD 56,97%
agosto: RD 58,31%
settembre: RD 50,83%
ottobre: RD 86,21%
novembre: RD 78,58%
dicembre: RD 69,47%
MEDIA: RD 54,28%

I cittadini di Quarto d’Altino hanno affrontato il nuovo sistema di raccolta con il piede giusto, sapendo che gran parte del successo viene attribuito a loro ed, in misura più ridotta, alla organizzazione della raccolta che, finora, è stata più che positiva, grazie anche al lavoro dell’ufficio ambiente del Comune.
Credo che il 70-75% di RD (raccolta differenziata) possa essere un obiettivo raggiungibile per il 2009; ogni punto in percentuale in più va a vantaggio delle tasche dei cittadini e dell’ambiente che ci circonda.

Gli sforzi dei cittadini devono essere compensati dalla realizzazione dell’ecocentro a Quarto d’Altino, al fine di diminuire i disagi per i conferimenti a Marcon.

giovedì 27 novembre 2008

Il Crocifisso, baluardo della laicità

Si è riaccesa, in questi giorni, la discussione tra laicità e religione, discussione questa figlia di quanto è accaduto al Parlamento europeo sulla elaborazione della Carta costituzionale dell’Europa.
L’ordine di un magistrato spagnolo di rimuovere il crocifisso dai luoghi pubblici nasce dalla rivendicazione sulla laicità dello Stato e la libertà nella scelta della propria confessione religiosa.

lunedì 24 novembre 2008

Scuola - legge Gelmini

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione per la convocazione di un Consiglio comunale aperto per discutere sugli effetti della cosiddetta “Legge Gelmini”.
Il mondo della scuola è stato sconvolto, negli ultimi mesi, da una serie di manifestazioni contro la mini riforma della ministra Gelmini, coinvolgendo anche gli ignari alunni delle scuole elementari.
Sarà l’occasione per ribadire le ragioni favorevoli o contrarie ad un provvedimento ancora incompleto, poiché il Governo dovrà varare una serie di regolamenti che disciplineranno l’organizzazione della scuola italiana. Riforma, peraltro, disegnata con i decreti legislativi “Bassanini” nel 1998 e mai portata a compimento.