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lunedì 18 aprile 2011
GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI - PIANO FINANZIARIO
Non so se a proposito o per dimenticanza, nel Consiglio comunale del 28 marzo scorso in occasione dell'approvazione del Piano Finanziario relativo alla "Gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati e servizi connessi", l'Assessore Nacca ha omesso di dichiarare che il Servizio ingombranti veniva cancellato a seguito dell'apertura dell'ecocentro. A conti fatti, il servizio ingombranti (quello del prelievo a domicilio) veniva a costare euro 19.600,00 che spalmato su tutte le utenze iscritte avrebbe comportato un aumento in bolletta pari a euro 4,90. Manovra elettorale? Come è possibile trasportare all'ecocentro un frigorifero, una lavatrice, un mobile ... con l'auto (per chi ne possiede una)? La risposta è stata che il cittadino dovrebbe inventarsi un trasporto collettivo con un camioncino (a pagamento). Non ci sono parole per commentare una tale mancanza!
giovedì 8 ottobre 2009
TASSA RIFIUTI: come farsi rimborsare l’IVA
Chi gode del servizio di asporto rifiuti nel nostro Comune avrà notato che sulle bollette-fatture che riceviamo dal gestore del servizio viene addebitata l’IVA. Grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale (n. 238 del 12 luglio 2009, depositata in Cancelleria il 24 luglio 2009) l’IVA non è dovuta. La Corte (si ricorda che è il massimo organo previsto dalla Costituzione, nei confronti del quale nessuno può opporsi) ha equiparato ciò che noi paghiamo per il servizio ad un tributo (tassa), non soggetto quindi all’applicazione dell’IVA. (sulle tasse non si paga l’IVA)
Quindi si apre la porta per chiedere il rimborso dell’IVA (sia sulla TARSU, che sulla TIA) indebitamente pagata e non dovuta e limita tale possibilità di recupero per gli ultimi 10 (dieci) anni, ovviamente per chi ha il titolo per farlo, ovvero per chi è in possesso delle relative fatture.
Cosa fare per recuperare l’IVA?
1. spedire due raccomandate con ricevuta di ritorno al Comune ed al Gestore del servizio (Veritas SpA), stampando il fac simile allegato, con le quali si chiede il rimborso dell’IVA per gli anni che siamo in grado di dimostrare con le fatture e per bloccare che sulle prossime fatture sia ancora corrisposta l’IVA;
2. aspettare 90 (novanta) giorni per la risposta dei due soggetti ai quali sono state indirizzate le richieste (non è detto che rispondano);
3. entro i successivi 60 giorni, di fronte al diniego o al silenzio, si può presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Detto ricorso si può farlo come singolo contribuente se il valore del rimborso risulti inferiore a 2.582,28 euro. Sopra questa cifra è necessaria l’assistenza di un legale.
Attenzione:
nella richiesta di rimborso bisognerà compilare uno specchietto (già inserito nel fac simile) dove segnare il numero della fattura e data, l’importo imponibile, ed infine l’importo dell’IVA al 10% di cui si chiede la restituzione;
come detto, la prescrizione è decennale e con l’invio delle raccomandate si interrompe il termine;
è possibile presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011. Se si effettua la richiesta entro quest’ultimo termine, ovviamente il rimborso partirà dal 2001. Chi effettuerà la richiesta entro il 2009, il rimborso decorrerà dal 1999;
oltre a riempire lo specchietto anzidetto, bisogna allegare copia delle fatture pagate, oppure copia dei bollettini postali pagati. La richiesta deve comunque essere corredata dalle relative pezze giustificative.
Veritas SpA fa sapere che fino a quando il Governo non emanerà una legge per applicare quanto la Corte Costituzionale ha stabilito, continuerà ad applicare l’IVA al 10% sui servizi che fatturerà.
(Fuori sacco: la Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano che tutti conoscono: non è mica servita una legge per rendere esecutiva la sentenza).
Quindi si apre la porta per chiedere il rimborso dell’IVA (sia sulla TARSU, che sulla TIA) indebitamente pagata e non dovuta e limita tale possibilità di recupero per gli ultimi 10 (dieci) anni, ovviamente per chi ha il titolo per farlo, ovvero per chi è in possesso delle relative fatture.
Cosa fare per recuperare l’IVA?
1. spedire due raccomandate con ricevuta di ritorno al Comune ed al Gestore del servizio (Veritas SpA), stampando il fac simile allegato, con le quali si chiede il rimborso dell’IVA per gli anni che siamo in grado di dimostrare con le fatture e per bloccare che sulle prossime fatture sia ancora corrisposta l’IVA;
2. aspettare 90 (novanta) giorni per la risposta dei due soggetti ai quali sono state indirizzate le richieste (non è detto che rispondano);
3. entro i successivi 60 giorni, di fronte al diniego o al silenzio, si può presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Detto ricorso si può farlo come singolo contribuente se il valore del rimborso risulti inferiore a 2.582,28 euro. Sopra questa cifra è necessaria l’assistenza di un legale.
Attenzione:
nella richiesta di rimborso bisognerà compilare uno specchietto (già inserito nel fac simile) dove segnare il numero della fattura e data, l’importo imponibile, ed infine l’importo dell’IVA al 10% di cui si chiede la restituzione;
come detto, la prescrizione è decennale e con l’invio delle raccomandate si interrompe il termine;
è possibile presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011. Se si effettua la richiesta entro quest’ultimo termine, ovviamente il rimborso partirà dal 2001. Chi effettuerà la richiesta entro il 2009, il rimborso decorrerà dal 1999;
oltre a riempire lo specchietto anzidetto, bisogna allegare copia delle fatture pagate, oppure copia dei bollettini postali pagati. La richiesta deve comunque essere corredata dalle relative pezze giustificative.
Veritas SpA fa sapere che fino a quando il Governo non emanerà una legge per applicare quanto la Corte Costituzionale ha stabilito, continuerà ad applicare l’IVA al 10% sui servizi che fatturerà.
(Fuori sacco: la Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano che tutti conoscono: non è mica servita una legge per rendere esecutiva la sentenza).
venerdì 10 luglio 2009
Il “PORTA a PORTA”: primo passo falso
E’ stato recapitato presso le nostre abitazioni il nuovo calendario della raccolta rifiuti porta a porta, all’interno del quale sono apparse alcune novità che riguardano la raccolta del vetro ogni due settimane e la sospensione del servizio di raccolta del verde e ramaglie dal 1° novembre al 28 febbraio successivo.
In Consiglio comunale (25.06.2009) ho chiesto: primo, quale vantaggio hanno i cittadini da questo taglio del servizio, atteso che a fronte di una quantità di servizi concordati corrisponde un canone che i cittadini pagano. Se taglio un servizio, ne consegue anche un taglio del canone. Secondo, dove vanno gli sfalci del verde effettuati in questi quattro mesi?
La risposta dell’Amministrazione sul primo quesito è stata incomprensibile, mentre sul secondo quesito la risposta è stata (viene riportata anche sul deplian): i cittadini devono portare gli sfalci verde e ramaglie presso l’Ecocentro! (gratuitamente!).
Per avere una idea della quantità degli sfalci di verde nei mesi in cui il servizio viene sospeso, basta analizzare i dati della stagione passata:
novembre 2008: 48,18 tonn.
dicembre 2008: 21,10 tonn.
gennaio 2009: 8,78 tonn.
febbraio 2009: 20,82 tonn.
per un totale di: 98,88 tonnellate di verde e ramaglie che i cittadini dovranno portare all’Ecocentro di Marcon (o forse a Quarto d’Altino, se sarà agibile).
Perché eliminare il servizio? Non si poteva garantirlo magari ogni 15/20 giorni?
Il buon senso potrà garantire che questo materiale non trovi altre strade: o disperso nel territorio o introdotto nel secco, considerato che molti cittadini non hanno la possibilità di portarlo presso l’ecocentro. Così si vanificano gli sforzi compiuti per garantire una raccolta differenziata degna di un paese civile che rispetta l’ambiente.
Il contratto con Veritas è stato stipulato per cinque anni, appunto, per contenere le tariffe, salvo gli aumenti, anno per anno, secondo gli indici Istat (3-4%), dovuti per legge. Se qualcuno ha fatto male i conti, non deve certo rivalersi sui cittadini.
Abbiamo detto un no convinto agli inceneritori di Mogliano e Silea perché procurano un danno ambientale. Tagliare il porta a porta, anche temporaneamente, significa dar ragione a chi questi inceneritori li vuole realizzare!
Diamo voce nelle assemblee di settembre contro questa politica antiambientale!
In Consiglio comunale (25.06.2009) ho chiesto: primo, quale vantaggio hanno i cittadini da questo taglio del servizio, atteso che a fronte di una quantità di servizi concordati corrisponde un canone che i cittadini pagano. Se taglio un servizio, ne consegue anche un taglio del canone. Secondo, dove vanno gli sfalci del verde effettuati in questi quattro mesi?
La risposta dell’Amministrazione sul primo quesito è stata incomprensibile, mentre sul secondo quesito la risposta è stata (viene riportata anche sul deplian): i cittadini devono portare gli sfalci verde e ramaglie presso l’Ecocentro! (gratuitamente!).
Per avere una idea della quantità degli sfalci di verde nei mesi in cui il servizio viene sospeso, basta analizzare i dati della stagione passata:
novembre 2008: 48,18 tonn.
dicembre 2008: 21,10 tonn.
gennaio 2009: 8,78 tonn.
febbraio 2009: 20,82 tonn.
per un totale di: 98,88 tonnellate di verde e ramaglie che i cittadini dovranno portare all’Ecocentro di Marcon (o forse a Quarto d’Altino, se sarà agibile).
Perché eliminare il servizio? Non si poteva garantirlo magari ogni 15/20 giorni?
Il buon senso potrà garantire che questo materiale non trovi altre strade: o disperso nel territorio o introdotto nel secco, considerato che molti cittadini non hanno la possibilità di portarlo presso l’ecocentro. Così si vanificano gli sforzi compiuti per garantire una raccolta differenziata degna di un paese civile che rispetta l’ambiente.
Il contratto con Veritas è stato stipulato per cinque anni, appunto, per contenere le tariffe, salvo gli aumenti, anno per anno, secondo gli indici Istat (3-4%), dovuti per legge. Se qualcuno ha fatto male i conti, non deve certo rivalersi sui cittadini.
Abbiamo detto un no convinto agli inceneritori di Mogliano e Silea perché procurano un danno ambientale. Tagliare il porta a porta, anche temporaneamente, significa dar ragione a chi questi inceneritori li vuole realizzare!
Diamo voce nelle assemblee di settembre contro questa politica antiambientale!
giovedì 5 febbraio 2009
Il “PORTA a PORTA”: successo annunciato
I detrattori sono stati sconfitti. Amministratori e qualche incredulo cittadino, di fronte alle prime difficoltà sull’avvio del nuovo sistema di raccolta rifiuti, sono stati sconfessati.
Accade sempre. Quando non si hanno gli attributi per affrontare e risolvere i problemi, è più comodo scaricarne le responsabilità “ad altro” ed attribuirsene i meriti qualora il sistema funzioni.
I cittadini di Quarto d’Altino hanno affrontato il nuovo sistema di raccolta con il piede giusto, sapendo che gran parte del successo viene attribuito a loro ed, in misura più ridotta, alla organizzazione della raccolta che, finora, è stata più che positiva, grazie anche al lavoro dell’ufficio ambiente del Comune.
Credo che il 70-75% di RD (raccolta differenziata) possa essere un obiettivo raggiungibile per il 2009; ogni punto in percentuale in più va a vantaggio delle tasche dei cittadini e dell’ambiente che ci circonda.
Gli sforzi dei cittadini devono essere compensati dalla realizzazione dell’ecocentro a Quarto d’Altino, al fine di diminuire i disagi per i conferimenti a Marcon.
Accade sempre. Quando non si hanno gli attributi per affrontare e risolvere i problemi, è più comodo scaricarne le responsabilità “ad altro” ed attribuirsene i meriti qualora il sistema funzioni.
Come ha funzionato la raccolta.
Come noto, il Piano finanziario 2008 prevedeva due modalità di raccolta:
Gennaio – settembre = raccolta a cassonetti stradali
Ottobre – dicembre = raccolta “Porta a Porta”
Previsione raccolta differenziata anno 2008 = 55% RD
Cosa è avvenuto:
gennaio: RD 40,50%
febbraio: RD 45,43%
marzo: RD 41,43%
aprile: RD 47,48%
maggio: RD 42,94%
giugno: RD 47,72%
luglio: RD 56,97%
agosto: RD 58,31%
settembre: RD 50,83%
ottobre: RD 86,21%
novembre: RD 78,58%
dicembre: RD 69,47%
MEDIA: RD 54,28%
Come noto, il Piano finanziario 2008 prevedeva due modalità di raccolta:
Gennaio – settembre = raccolta a cassonetti stradali
Ottobre – dicembre = raccolta “Porta a Porta”
Previsione raccolta differenziata anno 2008 = 55% RD
Cosa è avvenuto:
gennaio: RD 40,50%
febbraio: RD 45,43%
marzo: RD 41,43%
aprile: RD 47,48%
maggio: RD 42,94%
giugno: RD 47,72%
luglio: RD 56,97%
agosto: RD 58,31%
settembre: RD 50,83%
ottobre: RD 86,21%
novembre: RD 78,58%
dicembre: RD 69,47%
MEDIA: RD 54,28%
I cittadini di Quarto d’Altino hanno affrontato il nuovo sistema di raccolta con il piede giusto, sapendo che gran parte del successo viene attribuito a loro ed, in misura più ridotta, alla organizzazione della raccolta che, finora, è stata più che positiva, grazie anche al lavoro dell’ufficio ambiente del Comune.
Credo che il 70-75% di RD (raccolta differenziata) possa essere un obiettivo raggiungibile per il 2009; ogni punto in percentuale in più va a vantaggio delle tasche dei cittadini e dell’ambiente che ci circonda.
Gli sforzi dei cittadini devono essere compensati dalla realizzazione dell’ecocentro a Quarto d’Altino, al fine di diminuire i disagi per i conferimenti a Marcon.
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