giovedì 20 ottobre 2011

LETTERA APERTA AL SINDACO su Via Pascoli

Gentile Sindaco,
riprendo il ragionamento più volte espresso relativo all'alternativa di Via Pascoli per la soluzione del problema del traffico.
Bene ha fatto il Sindaco di Roncade, che ha sospeso i lavori di chiusura del tratto di strada Musestre (Quarto) - Roncade per la realizazione della terza corsia autostradale e la sostituzione del ponte di collegamento, in attesa di individuare un percorso alternativo e non penalizzante per la popolazione. Ed è riuscita a farlo, costringendo Regione e Autovie Venete ad interrompere i lavori.
Ho sempre sostenuto che l'autorità del Sindaco è estremamente importante quando si sovrappongono ostacoli per i cittadini. Il Sindaco ha quindi il potere di far modificare le scelte fatte in altra sede, anche se da organi gerarchicamente superiori all'ente locale.
Ciò vale anche per Via Pascoli e per le vie del centro invase da un traffico estraneo, i cui livelli di inquinamento, oggi, preoccupano.
La vecchia uscita della tangenziale di Mestre è divisa in due tronconi: uno in uscita e uno in entrata all'autostrada, entrambi indipendenti tra loro e se è vero che il tratto interessato è stato delimitato come area di cantiere, la soluzione può benissimo coesistere: sia quello che serve per la realizzazione della terza corsia (lato ovest - Casale sul Sile), sia per l'altro troncone (lato est - Centro di Quarto) che può essere utilizzato per far defluire il traffico in uscita su Via Roma mediante quella famosa bretellina di collegamento con Via 1° Maggio.
Sono sicuro che il riaffidamento delle opere accessorie al Passante ad altra ditta e la loro realizzazione, a seguito del fallimento della ditta vincitrice della gara d'appalto, comporteranno una lungaggine temporale che richiederà un tempo superiore al Tuo primo mandato.
Vale la pena di tentare e così si realizza quanto proposto in campagna elettorale.
La cosa è fattibile anche per un altro motivo. Quello, cioè, di aver convinto l'Ing. Fasiol (Veneto Strade) a praticare la soluzione in parola (la corrispondenza è agli atti del Comune. In caso contrario ne custodisco una copia). Peccato che il Tuo predecessore si sia sempre opposto ad una soluzione di buon senso (vedi che il Sindaco conta?).
Unitamente ad altri consiglieri comunali, ho inoltrato un esposto (che allego) alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e al Prefetto per l'inutile ostilità del Sindaco e per l'inutile spesa di circa due milioni di euro per la realizzazione di un inutile ponte di attraversamento, quando a pochi passi ne esiste uno in grado di svolgere analoga opera.
Insisto nella richiesta (potrei fregarmene) perchè sono convinto sulla Tua sensibilità ai temi ambientali e non solo, come del resto lo sono anch'io, dopo tante battaglie. Per non renderle vane.
Cordiali saluti.
Celestino Mazzon

sabato 10 settembre 2011

VIA PASCOLI: vorrei ma non posso!

Sul traffico e sull'inquinamento di Via Pascoli (ma anche nel centro del capoluogo) sono anni che se ne parla. E sulla scia delle giuste proteste dei cittadini, degli incontri e delle promesse, ciascuna lista presente alle ultime elezioni amministrative aveva nel proprio programma la riapertura della vecchia uscita della tangenziale di Mestre per liberare il traffico dal centro del paese. Perfino chi aveva permesso il traffico autostradale sulle strade comunali e aveva con forza osteggiato la soluzione proposta dai cittadini, ha utilizzato lo slogan della riapertura per catturare voti. Voglio però attirare l'attenzione dei cittadini su alcuni dati ambientali dell'ARPAV, conseguenti alla scellerata apertura del traffico autostradale sulle vie del centro ed, in particolare, su Via Pascoli permessa da Marcassa & co.

Il primo: "il livello sonoro rilevato nel periodo notturno (fine febbraio-inizio marzo 2011) è superiore al limite di zona per area di classe II (che è fissato in 45 dBA)";

il secondo: "il livello sonoro rilevato nel periodo diurno (stesso periodo) nella pozizione 2 è risultato superiore al limite di zona per aree di classe II (che è fissato in 55dBA);

il terzo: riguarda il traffico su Via Pascoli. Dai rilievi effettuati tra il 21 febbraio e il 10 marzo 2011, la strumentazione dell'ARPAV rileva il passaggio di 2.800/3.000 automezzi in un solo lato e quindi tale numero viene raddoppiato. Bisogna considerare che questi transiti sono stati rilevati tra febbraio e marzo 2011, mentre non si conoscono i transiti proprio nei mesi estivi dove maggiore è l'afflusso dei veicoli diretti alle spiagge. Non è tutto. Se consideriamo anche le altre vie del centro del paese avremo il dato del traffico totale che rende elevata la concentrazione di PM10 e relativi idrocarburi policiclici aromatici. Un anno prima sono stati rilevati in Via della Resistenza e Viale Kennedy n. 3.429-3.900 automezzi (solo da un lato verso Quarto), Via Stazione n. 3.600 (direzione stazione), Via Gramsci, direzione stazione n. 1.200 veicoli, in Via Pascoli, direzione Quarto, transitarono 2.531 veicoli. Trattasi di rilievi effettuati dalla Provincia di Venezia in giorni feriali e non estivi. Fatti i conti invadono il centro del paese circa 20.000 veicoli al giorno, senza contare il traffico estivo diretto alle spiagge.

Hanno ragione i cittadini a protestare?

Passate le elezioni, è calato il silenzio totale sul grave problema da anni denunciato, come se la soluzione non riguardi il Sindaco, che può imporre la sua volontà su Veneto Strade (Regione), a maggior ragione quando la soluzione proposta può far diminuire l'inquinamento.

A questo punto conviene intentare una Causa collettiva contro il Sindaco che non interviene a difesa dei cittadini.

giovedì 28 luglio 2011

ABOLIAMO LE PROVINCE




Le 110 Province italiane costano al contribuente 17 miliardi di euro all'anno; i politici provinciali sono 4.200 e bruciano 115 milioni circa all'anno. Il costo della macchina burocratica ammonta a 4,1 miliardi all'anno. La spesa per le Province è aumentata del 70% rispetto al 2000. Gli interessi passivi delle province ammontano a 552.351.649 euro, all'anno, pari a euro 1.431.000 al giorno (che pagheremo noi cittadini). Il debito complessivo delle province (dato al 2008) ammonta a 11,6 miliardi, debiti ancora una volta a carico dei cittadini. Alla visione di questi dati, non un manager, ma un semplice cittadino direbbe: "Perchè esistono? a chi servono? chi trae vantaggio da questa situazione?".

COSA SI POTREBBE FARE ABOLENDO LE PROVINCE:



  1. azzerrare il deficit sanitario italiano accumulato dalle Regioni (non tutte per fortuna);


  2. tagliare di due punti le aliquote fiscali, favorendo imprese e lavoratori;


  3. raddoppiare il bilancio per la sicurezza e la difesa del nostro territorio;


  4. spendere in infrastrutture quanto la Spagna spende in 10 anni.

Le Province incamerano (dai cittadini) imposte che dovrebbero invece essere trasferite ai Comuni, e diventano sempre più care. Di seguito alcuni esempi di comparazione tra il 2001 e il 2005 (in milioni di euro):




  • entrate tributarie: 3.356 - 4.625 aumento del 38%;


  • Ipt (Imposta sui veicoli): 1.008 - 1.182 aumento del 17%


  • Imposta RC auto 1.357 - 2.084 aumento del 54%


  • Add. Energia Elettrica 618 - 685 aumento del 11%


  • Tributo ambientale (rifiuti) 144 - 200 aumento del 39%


  • altre entrate tributarie 229 - 474 aumento del 107%

Perché, per iniziare, non vengono istituite le famose Città Metropolitane, previste dalla legge 142/1990, abolendo le rispettive province?


Sarebbe un passo in avanti significativo, che renderebbe meno dura la mannaia economica piovuta sulla testa dei lavoratori, pensionati e piccole imprese con l'approvazione della finanziaria 2011.

domenica 29 maggio 2011

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15-16 MAGGIO 2011 - CONSIDERAZIONI DI CELESTINO MAZZON, Candidato Sindaco di "QuartoDomani"

Finalmente è alle spalle il 16 maggio 2011, che si è portato via anche una campagna elettorale fatta di diffamazioni, insulti, scorrettezze. Mai ci siamo permessi di insultare gli avversari politici; mai abbiamo ingannato gli elettori con promesse che non avremmo mantenuto. Abbiamo raccolto solo 325 preferenze, che avrebbero fatto comodo a più di qualche altro candidato sindaco per sedere nella poltrona più prestigiosa, ma hanno preferito rinunciare inventando plateali giustificazioni. Sono stati sconfitti i poteri occulti, chi credeva di "possedere" il Paese, chi nascondendosi dietro le quinte pensava di continuare a manovrare un Paese che non è più al loro servizio, chi pensava che con le intimidazioni si potesse vincere.
Anche se il bottino elettorale complessivo è magro, 183 preferenze a Portegrandi risulta essere il risultato più alto tra tutte le sette liste in competizione. Grazie ai cittadini della Frazione che hanno creduto ai fatti e non alle promesse.
L'impegno non si esaurisce in questa competizione, perchè continuerò a rappresentare la maggioranza dei cittadini della Frazione con lo stesso entusiasmo che ho "dimostrato" finora.
Un seggio non rappresenta un traguardo, conta l'impegno giorno per giorno al fianco dei cittadini.

martedì 3 maggio 2011

CREDITO COOPERATIVO A PORTEGRANDI

Ormai la notizia è di dominio pubblico: la BCC, filiale di Portegrandi, chiude a fine settimana, anche se resta attivo ancora lo sportello automatico (bancomat). La Banca, come tutte le imprese, segue le regole del mercato: se è in attivo resta aperta, se ci sono perdite chiude, ovvero taglia per primo i rami meno produttivi.

Nel caso della BCC il discorso è un pò diverso: essa è una impresa strettamente locale e fondata sul credito cooperativo, la cui funzione ha carattere preminentemente sociale, prima che essere banca. Un servizio sociale importante al Paese. Ho chiesto se era possibile almeno limitare i danni, ovvero tenere aperto lo sportello almeno due/tre giorni alla settimana: Niente.

Possono i cittadini impedirne la chiusura?

Non ho ancora sentito una parola dal Sindaco (è anche socio), che è stato informato parecchio tempo fa.

Anche nel 2001 è accaduto un fatto analogo a Portegrandi, ma grazie al Sindaco ed al sottoscritto (che allora era vice sindaco) siamo riusciti a mantenere attiva la Banca.

Cosa si può fare? O cambiare conto, o chiedere a qualche altra Banca la disponibilità di uno sportello a Portegrandi. E' doloroso arrivare a questo punto, ma, oggi, siamo senza il minimo di solidarietà da parte delle istituzioni.