martedì 15 marzo 2011

Consiglio comunale del 14 marzo 2011

Appuntamento importante, quello odierno, che segna la conclusione del mandato elettorale dell'attuale maggioranza ridotta all'osso per le dimissioni di tre consiglieri che, via via, hanno abbandonato la compagine al governo del Comune, non condividendone le linee programmatiche proposte.
Tra gli argomenti trattati, il più importante è stato l'approvazione del bilancio di previsione 2011 "lacrime e sangue" per i cittadini con i soli voti della maggioranza. Infatti, tra i provvedimenti punitivi si segnala:
1) l'aumento del costo del trasporto scolastico del 10%;
2) l'aumento del prezzo del pasto scolastico (intero costo del pasto a carico dei ragazzi);
3) l'aumento del 10% della retta dell'asilo nido Pollicino;
4) l'addebito delle utenze degli impianti sportivi a carico delle Società sportive, culturali, ricreative;
5) la riduzione dei costi per lo sfalcio del verde pubblico.
Sul penultimo punto, si deve premettere che le Società/Associazioni, non a scopo di lucro e che hanno curato la manutenzione ordinaria degli impianti coperti e scoperti sulla base di una Convenzione, hanno in "gestione" 700/800 ragazzi che praticano uno sport o una disciplina ricreativa dovranno farsi carico anche dei costi delle utenze, che rappresentano un onere insopportabile sia per le Società/Associazioni (che operano in regime di volontariato), che per i ragazzi, sui quali dovranno essere ripartite le spese.
Tanto vale consegnare le chiavi degli impianti al Sindaco, che voleva passare alla storia per aver creato la più grande piazza del Paese (S. Michele) e che è costata ai contribuenti 1.850.000,00 euro. Altro che tagli alle spese!
Infine, hanno pure licenziato il Segretario comunale, che lascierà l'incarico con il cambio di amministrazione. Gesto inopportuno, come del resto inopportuna (per usare un termine gentile) è stata la strategia politico-partitica di sinistra messa in atto.
Si tenta sempre di scaricare le responsabilità al Governo, reo di aver tagliato i trasferimenti ai Comuni e di aver praticato tagli orizzontali, senza alcuna strategia strutturale e si dimentica che i nostri amministratori locali hanno fatto altrettanto, caricando insopportabili costi alle famiglie che hanno il torto di avere figli che frequentano l'asilo nido, le scuole primarie e secondarie, nonchè gli impianti sportivi del paese.
Bell'esempio di politica.

venerdì 7 gennaio 2011

L’(IN)GIUSTIZIA = indulto quotidiano

Recentemente, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, il Capo della Polizia Antonio Manganelli ha ricordato che “in Italia esiste una situazione di indulto quotidiano che rende inutile l’azione delle forze di polizia; non c’è alcune certezza della pena. Occorre mano dura nei confronti della clandestinità e durissima verso le organizzazioni criminali che la sfruttano. In questo momento il 35% della popolazione carceraria è composta da immigrati clandestini e il 30% dei reati predatori (furti, rapine, truffe) sono commessi da immigrati clandestini.”
“Dunque, basta ipocrisie, basta col giochino che si esercita nel dipingere come cattivo colui che contrasta la clandestinità e buono, invece, che la tollera e l’accoglie. Questi ultimi danno in pasto queste persone alle belve che sono nelle organizzazioni criminali. Questa è la verità che è ben chiara alle forze di polizia di tutta Europa”. (Libero 29.12.2010)

lunedì 12 luglio 2010

CRISI DEI COMUNI: è d’obbligo un po’ di verità

Nel numero di Giugno 2010 di “Quarto d’Altino informa” Sindaco e compagnia hanno dato il massimo nello sputare fango contro l’attuale Governo, reo di rendere impossibile l’amministrazione del nostro Comune attraverso la manovra finanziaria estiva. Bisogna, innanzitutto, spiegare ai cittadini che la manovra economica è stata imposta dall’Europa per stabilizzare i conti dello Stato ed il patto di stabilità è una invenzione della stessa UE che obbliga gli enti pubblici locali (regioni, province e comuni) ad adottare misure economiche compatibili con l’equilibrio di bilancio.

Oggi, il Sindaco e l’assessore al bilancio scoprono i tagli ai trasferimenti e mettono in atto il “pianto del coccodrillo”, forse, per distogliere l’attenzione per le cose promesse e non fatte.
Piangono per i tagli, ma hanno indebitato il Comune con un leasing di 20 anni per l’acquisto del palazzo Ater (90.000,00 euro/anno indicizzati di spese correnti!!), oltre a circa 350.000,00 euro di anticipo; piangono per il buono pasto agli insegnanti che il Comune deve anticipare (ma lo Stato rimborsa); piangono perché la Regione chiede l’invio delle domande per i contributi delle borse di studio e dei libri di testo con il sistema informatico, anziché cartaceo (che spesso si perde); piangono per il congelamento dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici (l’assessore è dipendente pubblico!), non per sempre!. La crisi economica di oggi è senza precedenti. Nessuno, credo, simpatizza per i tagli del Governo, ma la cura sta producendo effetti positivi sul sistema Italia e sul rilancio del nostro sistema produttivo.
Dov’erano i nostri simpatici amministratori quando i Governi della sinistra tagliavano i trasferimenti (anch’essi pesanti)? E guai a parlarne.

mercoledì 12 maggio 2010

CRISI ECONOMICA: finalmente un po’ di verità

Ormai tutti sanno che la crisi internazionale fonda le proprie radici anche con l’entrata dell’euro, nel 1992, laddove una “errata valutazione lira-euro costò, alle riserve valutarie della Banca d’Italia, all’incirca una cifra pari a 50 miliardi di euro. Autori di tale geniale mossa furono Amato (Presidente del Consiglio) e Ciampi (ministro del Tesoro). A peggiorare la situazione economica contribuì anche l’allargamento affrettato a Paesi dalle finanze fragili, Grecia compresa. Oggi paghiamo quella scelta.

Chi lo dice? Azeglio CIAMPI in una intervista rilasciata al direttore della Stampa qualche giorno fa, il quale afferma che “oggi dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga nell’annettere nuovi Stati. E se questa è la domanda, la risposta è senz’altro sì”.
Occorre ricordare chi furono gli artefici di questo capolavoro. Il trattato che accolse la Grecia nell’Unione monetaria, girando occhi e testa per far finta di non vedere che Atene non era pronta, è del 19 giugno 2000. Presidente della Repubblica lo stesso CIAMPI (il quale oggi ammette l’errore), Presidente del Consiglio Giuliano AMATO, Presidente della Commissione europea Romano PRODI, sponsor dell’allargamento totale dell’Europa. Quello stesso Romano Prodi che creò il nuovo posto del “Commissario europeo per l’allargamento”, affidandone la poltrona al socialista tedesco Gunther Verheugen, che diventerà poi noto per aver promosso a capo dipartimento la sua fidanzata con relativo stipendio di 11.000,00 euro al mese.
Quello stesso Prodi che difese a spada tratta l’Eurostat (organo che avrebbe dovuto convalidare i conti degli Stato membri). Fu sempre Prodi, insieme ad un altro esponente della sinistra europea, lo spagnolo Pedro SOLBES, che analizzarono gli stiracchiati conti della Grecia che chiedeva l’ammissione alla moneta unica, sempre nel 2000 e prima ancora di guardare i conti si premurò di festeggiare il nuovo arrivo affermando che “un’area euro allargata era un’ottima cosa sia per i membri della prima ora che per i nuovi arrivati”. Adesso scopriamo, grazie a Ciampi, che quella mossa non fu poi così geniale.
(tratto dal Giornale, lunedì 10 maggio 2010, pag. 7)

A nulla servirono gli allarmi lanciati soprattutto dalla Lega Nord, non tanto per apparire “euroscettica”, ma per metter in guardia i possibili guai che ne sarebbero derivati da scelte affrettate. Lo si è visto nelle nostre tasche cosa ha comportato l’allora errato scambio lira-euro.
Oggi la sinistra nostrana accusa, senza mezzi termini, le scelte economiche dell’attuale Governo in campo europeo, ma fanno spallucce sulle origini di danni da decine di miliardi. Anzi, peggio ancora, cercano solidarietà con il mondo cattolico per convincere che la crisi internazionale (che ha avuto riflessi pesanti sulla nostra economia) sia stata ideata da Tremonti e soci per far passare pesanti riforme a danno dei più deboli, cioè quelli che oggi soffrono per il posto di lavoro, per i pensionati che non hanno risorse sufficienti per far quadrare il proprio bilancio familiare, per i disoccupati, per i giovani in cerca di occupazione.

Di fronte a questa classe politica europea val bene il detto che circola“meglio euroscettici, che eurocoglioni”.

mercoledì 3 marzo 2010

VIA PASCOLI: come nascondere la verità

Siamo alle solite. Ormai stona il ritornello del Sindaco Loredano Marcassa sul sottoscritto: “Il consigliere Mazzon nei miei confronti sta solo evidenziando tanto odio, forse dovrebbe fare un serio esame di coscienza”. (dal Gazzettino del 02.03.2010).
Premesso che “l’odio” è un sentimento che non mi appartiene (dovrei averne per come sono stato trattato), è bene che i cittadini (quei pochi che ancora non conoscono la vicenda) sappiano tutta la verità.
Fin da settembre 2008, in Consiglio comunale – in sede di approvazione del progetto -, abbiamo sostenuto che far passare il traffico su Via Pascoli all’apertura del Passante di Mestre sarebbe stata una vera iattura che avrebbe danneggiato la qualità ambientale di quella Via e di quelle del centro del capoluogo. In cambio dell’approvazione unanime del Consiglio, il Sindaco aveva promesso che avrebbe risolto in maniera positiva quanto richiesto. L’8 febbraio 2009 è stato aperto il Passante e – in assenza della realizzazione della circonvallazione del Centro – il traffico autostradale è stato scaricato su Via Pascoli.
Da quella data i cittadini hanno cominciato, giustamente, a protestare e a chiedere il rispetto per la propria qualità della vita, coinvolgendo anche il sottoscritto.