giovedì 28 luglio 2011

ABOLIAMO LE PROVINCE




Le 110 Province italiane costano al contribuente 17 miliardi di euro all'anno; i politici provinciali sono 4.200 e bruciano 115 milioni circa all'anno. Il costo della macchina burocratica ammonta a 4,1 miliardi all'anno. La spesa per le Province è aumentata del 70% rispetto al 2000. Gli interessi passivi delle province ammontano a 552.351.649 euro, all'anno, pari a euro 1.431.000 al giorno (che pagheremo noi cittadini). Il debito complessivo delle province (dato al 2008) ammonta a 11,6 miliardi, debiti ancora una volta a carico dei cittadini. Alla visione di questi dati, non un manager, ma un semplice cittadino direbbe: "Perchè esistono? a chi servono? chi trae vantaggio da questa situazione?".

COSA SI POTREBBE FARE ABOLENDO LE PROVINCE:



  1. azzerrare il deficit sanitario italiano accumulato dalle Regioni (non tutte per fortuna);


  2. tagliare di due punti le aliquote fiscali, favorendo imprese e lavoratori;


  3. raddoppiare il bilancio per la sicurezza e la difesa del nostro territorio;


  4. spendere in infrastrutture quanto la Spagna spende in 10 anni.

Le Province incamerano (dai cittadini) imposte che dovrebbero invece essere trasferite ai Comuni, e diventano sempre più care. Di seguito alcuni esempi di comparazione tra il 2001 e il 2005 (in milioni di euro):




  • entrate tributarie: 3.356 - 4.625 aumento del 38%;


  • Ipt (Imposta sui veicoli): 1.008 - 1.182 aumento del 17%


  • Imposta RC auto 1.357 - 2.084 aumento del 54%


  • Add. Energia Elettrica 618 - 685 aumento del 11%


  • Tributo ambientale (rifiuti) 144 - 200 aumento del 39%


  • altre entrate tributarie 229 - 474 aumento del 107%

Perché, per iniziare, non vengono istituite le famose Città Metropolitane, previste dalla legge 142/1990, abolendo le rispettive province?


Sarebbe un passo in avanti significativo, che renderebbe meno dura la mannaia economica piovuta sulla testa dei lavoratori, pensionati e piccole imprese con l'approvazione della finanziaria 2011.

domenica 29 maggio 2011

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15-16 MAGGIO 2011 - CONSIDERAZIONI DI CELESTINO MAZZON, Candidato Sindaco di "QuartoDomani"

Finalmente è alle spalle il 16 maggio 2011, che si è portato via anche una campagna elettorale fatta di diffamazioni, insulti, scorrettezze. Mai ci siamo permessi di insultare gli avversari politici; mai abbiamo ingannato gli elettori con promesse che non avremmo mantenuto. Abbiamo raccolto solo 325 preferenze, che avrebbero fatto comodo a più di qualche altro candidato sindaco per sedere nella poltrona più prestigiosa, ma hanno preferito rinunciare inventando plateali giustificazioni. Sono stati sconfitti i poteri occulti, chi credeva di "possedere" il Paese, chi nascondendosi dietro le quinte pensava di continuare a manovrare un Paese che non è più al loro servizio, chi pensava che con le intimidazioni si potesse vincere.
Anche se il bottino elettorale complessivo è magro, 183 preferenze a Portegrandi risulta essere il risultato più alto tra tutte le sette liste in competizione. Grazie ai cittadini della Frazione che hanno creduto ai fatti e non alle promesse.
L'impegno non si esaurisce in questa competizione, perchè continuerò a rappresentare la maggioranza dei cittadini della Frazione con lo stesso entusiasmo che ho "dimostrato" finora.
Un seggio non rappresenta un traguardo, conta l'impegno giorno per giorno al fianco dei cittadini.

martedì 3 maggio 2011

CREDITO COOPERATIVO A PORTEGRANDI

Ormai la notizia è di dominio pubblico: la BCC, filiale di Portegrandi, chiude a fine settimana, anche se resta attivo ancora lo sportello automatico (bancomat). La Banca, come tutte le imprese, segue le regole del mercato: se è in attivo resta aperta, se ci sono perdite chiude, ovvero taglia per primo i rami meno produttivi.

Nel caso della BCC il discorso è un pò diverso: essa è una impresa strettamente locale e fondata sul credito cooperativo, la cui funzione ha carattere preminentemente sociale, prima che essere banca. Un servizio sociale importante al Paese. Ho chiesto se era possibile almeno limitare i danni, ovvero tenere aperto lo sportello almeno due/tre giorni alla settimana: Niente.

Possono i cittadini impedirne la chiusura?

Non ho ancora sentito una parola dal Sindaco (è anche socio), che è stato informato parecchio tempo fa.

Anche nel 2001 è accaduto un fatto analogo a Portegrandi, ma grazie al Sindaco ed al sottoscritto (che allora era vice sindaco) siamo riusciti a mantenere attiva la Banca.

Cosa si può fare? O cambiare conto, o chiedere a qualche altra Banca la disponibilità di uno sportello a Portegrandi. E' doloroso arrivare a questo punto, ma, oggi, siamo senza il minimo di solidarietà da parte delle istituzioni.

lunedì 18 aprile 2011

SCUOLA DELL'INFANZIA A PORTEGRANDI

Una inaspettata decisione quella della Superiora Generale delle suore, dopo i festeggiamenti del 70° anniversario della presenza delle suore a Portegrandi. Infatti, a conclusione dell'anno scolastico 2010/2011, cesserà anche la presenza (importante) delle suore presso la scuola dell'infanzia a Portegrandi, motivando il fatto che quelle presenti sono super anziane e cagionevoli di salute e non ci sono altre suore a disposizione. Decisione irrevocabile! Può una comunità privarsi di un servizio così importante e lodevole? E' auspicabile una sua continuità, magari con personale laico. Il problema sono i costi del personale laico che non può essere completamente a carico dei cittadini (mancando una struttura pubblica). Forte deve essere l'intervento dell'Amministrazione comunale, che dovrebbe essere attenta ai bisogni dei cittadini e, per quanto mi riguarda, adotterò ogni misura per il mantenimento fisico della struttura e l'intervento economico conseguente. Come abrogherò i recenti aumenti sul trasporto scolastico e sulle rette del buono pasto, che ritengo un atto ingiusto ed ingiustificabile introdotto dall'Amministrazione comunale per "aggiustare il bilancio". Magari ci ritroveremo un avanzo di amministrazione (sicuro) per pianificare le scelte sulle nostre scuole.

GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI - PIANO FINANZIARIO

Non so se a proposito o per dimenticanza, nel Consiglio comunale del 28 marzo scorso in occasione dell'approvazione del Piano Finanziario relativo alla "Gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati e servizi connessi", l'Assessore Nacca ha omesso di dichiarare che il Servizio ingombranti veniva cancellato a seguito dell'apertura dell'ecocentro. A conti fatti, il servizio ingombranti (quello del prelievo a domicilio) veniva a costare euro 19.600,00 che spalmato su tutte le utenze iscritte avrebbe comportato un aumento in bolletta pari a euro 4,90. Manovra elettorale? Come è possibile trasportare all'ecocentro un frigorifero, una lavatrice, un mobile ... con l'auto (per chi ne possiede una)? La risposta è stata che il cittadino dovrebbe inventarsi un trasporto collettivo con un camioncino (a pagamento). Non ci sono parole per commentare una tale mancanza!